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Violence against women in the COVID-19 emergency

By 7 Luglio 2020 10 Maggio, 2021 No Comments

Gina Troisi

Introduzione

A Mariagrazia Liccardo, operatrice Le Kassandre
per l’abbraccio al femminile che è riuscita a costruire
e in cui molte donne hanno trovato accoglienza,
per essere sempre stata esempio di vitalità, creatività e coraggio.

La SARS- CoV-2 è una malattia altamente infettiva che, a partire da dicembre 2019, dalla Cina si è diffusa rapidamente nel resto del mondo. A marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato lo stato di pandemia, considerando la situazione un problema sanitario di rilevanza mondiale. I diversi Stati hanno risposto con la presentazione di decreti che imponevano una serie di restrizioni volti a limitare il movimento e i contatti tra gli individui. Nel periodo di lockdown era consentito lasciare la propria abitazione solo per motivi necessari e certificati, costringendo gli individui all’isolamento e alla convivenza forzata. La casa per la normativa applicata ha, quindi, rappresentato una protezione da un pericolo esterno invisibile e incontrollabile. La stessa casa, tuttavia, per una donna su tre rappresenta il principale luogo in cui il pericolo si manifesta. Per queste donne il persistente slogan “restiamo a casa!” ha assunto il significato di una minaccia, rendendo palese come, al di là del pensiero predominante, l’ulteriore slogan “siamo tutti sulla stessa barca” non dava ragione ad una realtà ben più complessa. Il restare a casa ha assunto per alcune donne i connotati del pericolo, ma anche il significato del ritorno all’esclusione dalla vita economica del paese e, di conseguenza, anche dalla loro libertà di scegliere di uscire da situazioni di violenza e dipendenza dal loro carnefice.

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